Lo scorso 18 dicembre, in occasione delle festività natalizie, nello splendido scenario del Museo Diocesano, bambini e genitori della nostra Scuola dell'Infanzia hanno dato vita ad un presepe vivente, per fare memoria della notte gloriosa in cui Gesù è nato.
 
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"San Francesco amava Gesù. Lo commuoveva il fatto che Dio fosse venuto sulla terra, nascendo come uomo in mezzo agli uomini, bambino come gli altri bambini. per questo festeggiava con cura il Natale, ricordando la notte gloriosa in cui Gesù era nato.
Un anno volle proprio ricostruire la scena: portò un asino e un bue in una grotta simile a quella di Betlemme, mise nel mezzo una mangiatoia piena di fieno e vi depose un bimbo appena nato. La mamma stava lì vicina, simile a Maria. Sentendo i canti dei frati, molta gente accorse portando delle torce, e tutti pregarono nel bosco illuminato. Francesco parlò del grande re, che era nato come un povero. Lo chiamava "il bambino di Betlemme", e ogni volta che pronunciava il nome di Gesù, la voce gli si spezzava per la commozione".

 "Nel presepe sono spesso rappresentati anche molti mestieri, segno delle diverse condizioni dell'uomo. Pescatori e arrotini, fornai e falegnami, calzolai e ceramisti continuano il loro lavoro intorno alla grotta a simboleggiare che la vita stessa, tutta intera, sta in presenza del Salvatore che è nato.
Ognuno di noi, con il proprio lavoro o il proprio studio, collabora alla realizzazione del regno di Dio"
  

 
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